Pascicoltura direzionata

Da Triple Performance.

Il pâturage diretto (chiamato anche pascolo mirato o prescritto) è una soluzione complementare ai metodi di désherbage. Gli animali sono utilizzati come strumenti di diserbo per indebolire le infestanti, ridurre la loro capacità produttiva e diminuirne la presenza nel tempo. Questo obiettivo specifico si raggiunge grazie alla pianificazione e al controllo di 4 parametri:

  • la specie animale che pascola
  • il periodo di pascolo
  • la durata e l’intensità del pascolo.

Differenza tra pascolo classico e pascolo diretto

Pâturage classique Pâturage dirigé
Obiettivo principale Nutrire gli animali Gestire la vegetazione tramite defogliazione o calpestio
Impatto sulle infestanti Consumate in modo secondario Gli animali sono utilizzati come strumenti di diserbo
Pianificazione Pascolo dipendente dalla SAU e dal gregge. Pascolo determinato in base all’infestante (limitato nel tempo, mirato nello spazio, regolato in intensità)

Ruolo delle diverse specie

Ogni specie ha un comportamento alimentare specifico.

Bovini

I bovini consumano soprattutto graminacee e sono meno selettivi sotto forte pressione di pascolo.

Sono utili per:

  • ridurre la biomassa complessiva
  • limitare la dominanza delle graminacee
  • preparare il terreno per altre specie.

Tuttavia, bisogna fare attenzione perché possono:

  • calpestare infestanti che ovini e caprini potrebbero mangiare
  • sono pesanti e possono quindi compattare il suolo a seconda delle condizioni climatiche.

Ovini

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Gli ovini sono più selettivi, tuttavia hanno alcuni vantaggi:

  • possono essere utilizzati per pascolare appezzamenti cerealicoli all’inizio della tallia e/o le coperture di intercoltura
  • hanno una buona precisione nelle zone mirate.

Caprini

I caprini consumano le piante legnose e specie poco appetibili.

Sono adatti per:

Apprendimento alimentare

Gli animali devono imparare a nutrirsi delle erbacce. Questo avviene tramite:

  • il training alimentare, cioè l’esposizione dei giovani alle infestanti affinché imparino a consumare questo tipo di piante.
  • gli animali leader
  • il pascolo intenso per un breve periodo che incoraggia gli animali a pascolare in modo molto meno selettivo.

Periodo di pascolo

Appetibilità delle infestanti

Lo stadio della pianta è determinante, infatti alcune infestanti perdono la loro appetibilità crescendo. È quindi importante che gli agricoltori conoscano le infestanti per sapere i periodi in cui sono più sensibili al pascolo.

Il pascolo è più efficace quando le infestanti sono più appetibili delle altre piante, cioè quando sono giovani e prima della fioritura o della formazione dei semi.

Conseguenze del pascolo sulle infestanti

Il pascolo diretto può danneggiare le erbacce in diversi modi a seconda del periodo in cui viene attuato:

  • in inizio primavera, permette l’eliminazione della nuova crescita delle infestanti, su un lungo periodo la pianta si indebolirà e finirà per morire
  • più tardi nella stagione primaverile, può impedire la fioritura e quindi la formazione dei semi
  • durante la stagione di crescita dell’infestante, il pascolo può stressare l’erbaccia e quindi ridurre la sua competizione con le specie vegetali desiderate
  • in autunno, può perturbare il flusso di nutrienti verso radici e corone delle piante, riducendo così le riserve di carboidrati necessarie alla crescita delle infestanti.

Intensità e durata del pascolo

A intensità insufficiente

  • Le infestanti vengono selezionate.
  • Le piante appetibili scompaiono.
  • Le infestanti resistenti dominano.

A intensità eccessiva

  • Rischio di sovrapascolo.
  • Degrado del suolo (compattazione ed erosione).

Conclusione

L’obiettivo è stabilire una pressione forte ma breve seguita da un periodo di riposo affinché le piante desiderate possano svilupparsi. È quindi importante stilare una lista delle infestanti presenti nel campo e stimarne la quantità per prevedere una pressione e una durata adeguate.

Vantaggi

  • Migliora l’infiltrazione e l’uso dell’acqua.
  • Manutenzione possibile di zone ripariali, in quota o difficilmente accessibili.
  • Apporto di fertilisation da parte degli animali.
  • Riciclo dei nutriments.
  • Miglioramento della struttura del suolo.
  • Riduzione dei trattamenti chimici e meccanici.
  • Possibile aumento della resa, soprattutto grazie agli ovini che pascolano cereali invernali.[1]
  • Metodo alternativo su appezzamenti con limitazioni nell’uso di prodotti fitosanitari.

Limiti

  • Un pascolo tardivo potrebbe diffondere i semi delle infestanti (attraverso le feci o il pelo degli animali)
  • Il pascolo dipende dalle condizioni climatiche, infatti gli animali possono lavorare solo su un suolo portante.
  • Il benessere degli animali deve essere monitorato perché alcune infestanti possono essere tossiche. Studi hanno dimostrato che alimenti complementari possono ridurre l’effetto di alcune tossine (terpeni, tannini, ossalati, …)
  • È fondamentale conoscere bene la flora infestante per stabilire una pianificazione precisa del pascolo diretto.
  • Rischio di sovrapascolo, da cui l’importanza di una gestione precisa del pascolo diretto.

Conclusione

  • Il pascolo diretto si integra in una gestione integrata delle infestanti.
  • Richiede una conoscenza dettagliata delle specie infestanti presenti nel campo e della loro quantità.
  • La sua efficacia si basa su un piano preciso del pascolo (periodo in cui le infestanti sono appetibili, scelta della specie animale, intensità e durata del pascolo).

Consigli sul pascolo diretto in base alle infestanti presenti nel campo

Uno studio condotto negli Stati Uniti[2] ha stilato una lista di consigli per il pascolo diretto di alcune infestanti, eccone alcuni:  

Infestante Animale Stadio di crescita dell’infestante Risposta della pianta Numero di trattamenti all’anno
Cardo canadese Pecore Stadi vegetativi della plantula Riduzione della vigoria, della taille e della fioritura Abbastanza spesso per prevenire la fioritura
Mucche, vitelli e bovini giovani Plantula, primi stadi vegetativi
Capre Tutti gli stadi
Renouée du Japon Capre (femmine e capretti) Stadi vegetativi e fiorali Riduzione del numero di gemme e rallentamento considerevole del processo di crescita Più volte all’anno per almeno 3 anni
Euphorbes Pecore Stadi vegetativi Diminuzione della densità dei fusti e della biomassa delle piante Almeno due volte per stagione o in continuo, per almeno 4-5 anni
Capre Da stadi vegetativi a fioritura
Cardo pendulo Pecore Dallo stadio rosetta alla montaison Riduzione della vigoria, della dimensione e della produzione di fiori Una o due volte all’anno (per almeno 3 anni) allo stadio bottone/fioritura.
Capre
Mucche e vitelli
Cardo stellato Capre e capretti Tutti gli stadi di crescita Crescita ridotta durante l’anno di trattamento. Le rosette ricrescono dopo il ritiro degli animali Un trattamento all’anno allo stadio di fioritura (per almeno 3 anni)
Gramigna comune Cavalli, pecore, bestiame e capre Stadio vegetativo precoce Riduzione della vigoria della pianta Pascolare in continuo fino all’applicazione di altri metodi di controllo
Centaurea del Reno Pecore (brebis, agnelli) Tutti gli stadi di crescita prima della fioritura Riduzione della vigoria, densità, dimensione, fusti fiorali e produzione di semi. Tre trattamenti all’anno (per almeno 3 anni) tra lo stadio rosetta e quello di montaison e poi durante la ricrescita.
Capre, capretti
Centaurée du solstice Pecore Tutti gli stadi di crescita prima della fioritura Riduzione della vigoria, dimensione e produzione di fiori Due o tre trattamenti durante gli stadi rosetta o montaison per 3-5 anni
Capre
Bestiame

Pascolo e piante perenni

Frutteti

Gli animali che possono essere introdotti in frutteti ad alto fusto sono:

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  • ovini
  • bovini (carico di circa 2/ha), usati soprattutto nei frutteti di meli
  • polli (carico di circa 500/ha per adulti e 1500/ha per giovani)
  • oche (carico da 50 a 100/ha)
  • anatre (carico da 100 a 500/ha)
  • maiali
  • equini

Si consiglia di rimuovere gli animali 2-3 settimane prima della caduta dei frutti e fino alla fine della raccolta.

Distanza tra gli arbres da frutto per un pré-verger. Fonte: Osaé
Specie Distanza sulla fila Distanza tra le file Densità usuale
Pommier 10-12 m 10-12 m 90-100 alberi/ha
Poirier 10-12 m 10-15 m 70-80 alberi/ha
Cerisier 10-12 m 12-15 m 70-80 alberi/ha
Prunier-Mirabellier 7-10 m 10-14 m 100-120 alberi/ha
Noyer 12-14 m 15-18 m 40-50 alberi/ha

Vigneti

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Nei vigneti, il pascolo avviene da novembre ad aprile generalmente con ovini (preferibilmente pecore di Ouessant e Shropshire), maiali o pollame.

Vincoli

  • Controllo della quantità di erba presente nei campi affinché gli animali non attacchino le colture.
  • Protezione delle colture (recinti in legno, collari metallici).
  • Rimuovere gli animali durante i trattamenti fitosanitari e con cuivre (tossico per alcuni animali).
  • Tempo di lavoro aggiuntivo (sorveglianza, recinti…). Alcuni agricoltori si associano ad allevatori, ottenendo così superfici di pascolo aggiuntive e di buona qualità.

Vantaggi

  • Risparmio nei passaggi di diserbo (meccanico e chimico). Bisogna però fare attenzione perché alcuni animali selezionano le piante che mangiano (es: polli).
  • Gli animali contribuiscono alla profilassi controllando alcuni bioagresseurs, calpestando foglie e frutti e consumando i frutti danneggiati.
  • Apporto di fertilizzazione.
  • Aumento della biodiversità.
  • Aumento della diversità delle entrate.
  • Riduzione dei rischi di gel grazie al mantenimento di un tappeto erboso rasato o nullo sotto gli alberi. Favorisce gli scambi di calore dal suolo all’atmosfera, riducendo così il calo delle temperature notturne.

Esperienze sul campo

Allegati

Fonti

ar:الرعي_الموجه

  1. Agrof’île. 2022. Pâturage des céréales : les premières références. [03/02/2026]. https://www.agrofile.fr/wp-content/uploads/2021/12/POSCIF_Fiche_technique_CEREALES.pdf
  2. Jason C. Davison, Ed Smith et Linda M.Wilson. Livestock Grazing Guidelines for Controlling Noxious Weeds in the Western United States. [03/02/2026]. https://www.weld.gov/files/sharedassets/public/departments/public-works/documents/livestock_graizng_guidelinesdavison_et_al.-2007.pdf