Lavoro

L'aratura è una tecnica agricola che consiste nel rivoltare lo strato superficiale del terreno con l’ausilio di un aratro. Questa operazione tradizionalmente mira a interrare i residui delle colture, a controllare le infestanti, a smuovere il terreno e a preparare il letto di semina. L'aratura può essere effettuata a diverse profondità, a seconda degli obiettivi dell’agricoltore e della natura del terreno.
L'agroecologia mira a conciliare la produzione agricola con il rispetto dell'ecosistema. In quest'ottica, l'aratura tradizionale è sempre più messa in discussione a favore di pratiche alternative che preservano la salute del suolo.
Gli obiettivi dell’aratura
Ammorbidimento del terreno
L'aratura permette di ammorbidire il terreno rivoltando la terra fino a 30 cm di profondità, rompendo la crosta superficiale e aerando il suolo. L'aratura facilita così l'attecchimento delle colture e migliora la circolazione dell’acqua e dell’aria[1].
Il terreno ammorbidito dopo un'aratura facilita la germinazione delle colture. Tuttavia questo vantaggio è valido solo a breve termine.
Riduzione delle infestanti
Il rivoltamento del terreno limita la competizione per le giovani piante. L'aratura permette di interrare a una profondità tra 20 e 30 cm i semi e le infestanti presenti in superficie. A questa profondità, i semi non possono germinare. L'aratura permette quindi di eliminare le infestanti senza usare erbicidi.
Per garantire una buona limitazione delle infestanti, è necessario regolare correttamente il proprio aratro:
- Innanzitutto, prima di agganciare l'aratro, bisogna assicurarsi della corretta pressione degli pneumatici del trattore così come la lunghezza e la posizione dei supporti : la lunghezza deve essere identica tra sinistra e destra e una posizione arretrata sul braccio di sollevamento assicura una migliore resa del sollevamento.
- Per l'aratro, è preferibile utilizzare corpi elicoidali perché permettono un miglior rivoltamento accompagnando il flusso di terra più a lungo.
- L'altezza delle rasette deve essere anch’essa ben scelta per ottimizzare il rivoltamento. Questa altezza deve essere uguale alla profondità di aratura. Se la rasetta è troppo alta l’interramento sarà meno efficace e se è troppo bassa il rivoltamento non sarà ben fatto.
- La posizione dei supporti delle rasette deve essere scelta anche in base agli obiettivi: una posizione avanzata per un miglior interramento e una posizione arretrata per evitare l’intasamento con i residui vegetali[2].


Incorporazione rapida degli ammendanti e residui vegetali
L'aratura permette la miscelazione e l’interramento degli ammendanti. Fertilizzanti e compost sono così meglio distribuiti nel profilo del suolo. Permette inoltre di accelerare la decomposizione dei residui vegetali e di arricchire il terreno in sostanza organica a breve termine[1].
Gestione di parassiti e malattie
L'aratura interrompe il ciclo di alcuni organismi nocivi modificando le proprietà del terreno, allo stesso modo in cui impatta sui microrganismi benefici per le colture.
Gli svantaggi dell’aratura
Erosione e perdita di suolo
Il terreno nudo è più vulnerabile all’erosione da vento e acqua. Inoltre, in caso di aratura in direzione della pendenza, gli aggregati e i blocchi di terra scendono lungo la pendenza causando una perdita di suolo nella parte alta del campo. Questa perdita di suolo è problematica per la fertilità a lungo termine perché il processo di formazione del suolo è lento. I suoli perdono in media 1,5 tonnellate di terra per ettaro all’anno in Francia mentre si forma circa una tonnellata per ettaro all’anno. A seconda delle regioni, la differenza è talvolta ancora più marcata: in Europa, il tasso medio di erosione del suolo è di 17 t/ha/anno[3][4].
Diminuzione della vita del suolo
Il rivoltamento disturba gli organismi del suolo. Infatti, l'aratura modifica la struttura del terreno ma anche la distribuzione della sostanza organica e degli elementi nutritivi, la temperatura e l’umidità.
Per esempio, i lombrichi sono impattati dall’azione meccanica stessa, dal rivoltamento della terra che può causare un fenomeno di disseccamento, ma anche da una maggiore esposizione ai predatori.
I funghi sono anch’essi disturbati perché il loro micelio viene danneggiato dall’azione meccanica dell’aratura, e i macroaggregati che rappresentano il loro habitat fisico nel suolo vengono distrutti[5].
Diminuzione della fertilità del suolo
L'aratura comporta una diminuzione del tasso di sostanza organica nei suoli. Rivoltando la terra, la sostanza organica viene esposta all’ossigeno il che provoca la sua mineralizzazione rapida. A breve termine, questo permette la disponibilità di molti elementi nutritivi per le colture ma a lungo termine la sostanza organica non si rinnova e la fertilità del suolo diminuisce[6].
Degrado della struttura del suolo
A lungo termine, l’aratura ripetuta può provocare la formazione di una suola di aratura. È uno strato compatto di pochi centimetri di spessore che si trova alla base della zona arata, sotto il passaggio del vomere. Questo strato limita il passaggio dell’acqua e dell’aria. Così sotto la suola di aratura si formano condizioni anossiche, e sopra il terreno può risultare saturo d’acqua perché l’acqua non viene più drenata in profondità. Inoltre, le radici faticano a attraversare questo strato limitando lo sviluppo delle colture[7].
Per rompere questa suola di aratura, è possibile effettuare un decompattamento o un dissodamento profondo a seconda della profondità della suola: oltre i 50 cm di profondità un dissodamento profondo sarà adatto. Si consiglia di verificare con una vanga durante il passaggio dell’attrezzo che raggiunga effettivamente le zone compatte da lavorare[8].
Per evitare la formazione di una suola di aratura, è preferibile limitare il lavoro del suolo, impiantare coperture vegetali con sistemi radicali profondi, e in caso di lavorazione del terreno, evitare il passaggio frequente di macchine pesanti e lavorare su un terreno ben asciutto.
Dipendenza energetica
L'aratura richiede un consumo importante di carburante.
Pratiche alternative
Tecniche di lavorazione ridotta del suolo
Le tecniche colturali semplificate come il semina diretta o lo strip-till limitano il rivoltamento del terreno pur preparando il letto di semina. Il lavoro del terreno può talvolta essere necessario ma l’aratura non è sempre indispensabile, queste tecniche permettono quindi un compromesso. Lo strip-till permette di lavorare solo la fila di semina, mentre la semina diretta consiste nel seminare senza alcun lavoro del terreno.
Coperture vegetali
L’impianto di coperture tra le colture principali protegge il suolo, limita l’erosione e arricchisce il terreno in sostanza organica. Infatti, le radici delle coperture vegetali migliorano la porosità dei suoli. Inoltre, la copertura evita di lasciare il terreno nudo durante l’intercoltura. Ciò permette sia di proteggere il suolo dall’erosione eolica sia di contrastare l’erosione da ruscellamento perché le coperture migliorano l’infiltrazione dell’acqua nel terreno[9].
Diversificare e allungare la rotazione delle colture
La diversità dei sistemi radicali permette di strutturare il terreno favorendo la sua porosità ma anche limitando il compattamento. Così, in un sistema senza aratura, è necessario avere una rotazione più lunga e diversificata per favorire una migliore struttura del suolo.
Agroforestazione e siepi
Nell’agroforestazione, gli alberi e le siepi formano una barriera meccanica contro vento e pioggia, che permette di limitare l’erosione, e il loro sistema radicale profondo permette di strutturare il terreno.
Messa in pratica
- Valutare la necessità dell’aratura: adattare la frequenza e la profondità dell’aratura in base al tipo di terreno, al clima e alle colture.
- Privilegiare il lavoro del terreno nel momento giusto: lavorare un terreno né troppo secco né troppo umido per limitare la compattazione.
- Non lavorare il terreno troppo in profondità: l’aratura deve essere il meno profonda possibile per evitare di mescolare gli strati aerobici e anaerobici del terreno. Infatti, questo mescolamento provoca una fermentazione della sostanza organica invece di una mineralizzazione. Ciò limita la fertilità naturale del suolo.
- Introdurre progressivamente alternative: testare le tecniche colturali semplificate, la semina diretta o le coperture vegetali su una parte dell’azienda per vedere se è possibile privilegiare queste soluzioni.
- Osservare la vita del suolo: un suolo vivo (presenza di lombrichi, struttura granulosa) è un indicatore di pratiche adeguate.
- Regolare la velocità di aratura: in media, la velocità raccomandata è di 4-8 km/h. Questa velocità varia in funzione del tipo di terreno e dell’obiettivo da raggiungere. Una velocità troppo elevata impedisce l’interramento profondo di tutti i semi di infestanti[2].
Quando arare?
Se l’aratura si rivela indispensabile, bisogna scegliere bene il periodo per evitare di indebolire il terreno.
- Su terreni argillosi, è preferibile arare presto nella stagione, su un terreno ben asciutto ma non completamente secco.
- Su terreni sabbiosi o a crosta, è consigliato arare più tardi nella stagione per evitare che le precipitazioni riducano la porosità creata dall’aratura o compattino il terreno appena ammorbidito. Ciò evita la formazione di una crosta di battitura.
È meglio non arare ogni anno. Un’alternanza aratura/non aratura permette di evitare di riportare in superficie i semi di infestanti interrati l’anno precedente.
Inoltre, è sconsigliato arare in caso di rischio di gelate. Infatti, l’aratura favorisce l’evaporazione dell’acqua aerando il terreno. Questa evaporazione provoca un aumento dell’umidità che aumenta le perdite. Per esempio, in viticoltura, un aumento del 25% del tasso di umidità provoca una perdita del 50% di gemme in più in caso di gelata bianca[10].
Appendici
Template:Technique temoignages
- ↑ 1,0 1,1 https://www.inrae.fr/actualites/agriculture-conservation-se-passer-labour-pas-si-facile
- ↑ 2,0 2,1 https://www.arvalis.fr/infos-techniques/bien-regler-sa-charrue#:~:text=Il%20convient%20plut%C3%B4t%20de%20viser,profondeur%20de%2020%20cm%20minimum
- ↑ https://www.supagro.fr/ress-pepites/ingenierieprobleme/co/2_3_DegradationSol.html
- ↑ https://www.statistiques.developpement-durable.gouv.fr/les-sols-en-france-synthese-des-connaissances-en-2022
- ↑ https://nature-et-savoirs.adwed.fr/bdd/les-enjeux/les-enjeux-de-la-nature/etude-d-impact-du-sol-cultures.pdf
- ↑ https://agricultureduvivant.org/lagroecologie/limiter-le-travail-du-sol-des-techniques-simplifiees-au-non-labour/
- ↑ https://fr.wikipedia.org/wiki/Semelle_de_labour#:~:text=La%20semelle%20de%20labour%20est,passage%20du%20soc%20de%20charrue
- ↑ https://www.perspectives-agricoles.com/sites/default/files/imported_files/397_284578109318259179.pdf
- ↑ https://agriculture-de-conservation.com/sites/agriculture-de-conservation.com/IMG/pdf/non_labour_TSL_zanella.pdf
- ↑ https://www.vitisphere.com/actualite-98525--pas-de-travail-du-sol-dans-les-vignes-avant-un-gel-sinon-bonjour-les-degats-.html